NUMERO 5

FEBBRAIO 2024

ILGERMOGLIOMAG

In cammino per un mondo migliore

Group with hands together

Febbraio ‘24

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ILGERMOGLIO.FE.IT

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La voce del direttore

Come innovare la cooperazione?

Quanti sono i soci del Germoglio? Attualmente su 205 dipendenti siamo 104 soci. Questa disparità è data dalla volontà dei Consigli di Amministrazione che si sono succeduti in questi anni di dare valore all’entrata di una persona nella compagine sociale e di non renderlo automatico con l’assunzione lavorativa. Nel nostro regolamento che risponde alla legge 142 del 2001 si dice che “la qualifica di socio è preminente rispetto alla qualifica di lavoratore”.

Oggi le Cooperative Sociali, che sono un attore prezioso nel panorama del welfare italiano, stanno vivendo una grave crisi. La crisi riguarda la sostenibilità economica, il rapporto con l’ente pubblico, il progetto culturale e politico, la relazione con le nuove generazioni di lavoratori e lavoratrici che si affacciano a questo mondo.


La cooperativa non è un’azienda come le altre e per questo nelle difficoltà si dice che sia resiliente, perché mette in campo risorse peculiari. Il socio si differenzia dal dipendente in una cooperativa perché è il proprietario della cooperativa, perché decide chi lo deve rappresentare negli organi e può essere parte attiva di questi organi se viene scelto dal voto degli altri soci.

È chi può beneficiare del ristorno se ci sono marginalità nella cooperativa e deve, nel caso non ci siano riserve coprire le perdite.

Non c’è un singolo proprietario, la responsabilità, anche se personale è diffusa, condivisa.

Non si fanno singolarmente grossi investimenti per avere sempre singolarmente utili da godersi individualmente.

Il valore del lavoro sociale, la scelta politica che questo comporta, difficilmente è presente in un’azienda profit.

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Queste sono alcune peculiarità che caratterizzano il socio di cooperativa e la cooperativa stessa: un rapporto tra socio e cooperativa molto pratico e tangibile.


La crisi della cooperazione sociale, che rischia di diventare una crisi che coinvolge anche la nostra cooperativa, è determinata soprattutto dalla perdita dei riferimenti culturali e politici che ci spingevano a fare delle scelte, a considerarci autori e imprenditori della dimensione economica della nostra vita.


A fuggire la pigrizia e l’inerzia di un lavoro programmato, scontato, sicuro.


A scegliere di restare nomadi in cammino con le sicurezze dei viandanti.


E ancora vi invito a ingaggiare, in questo caso con me, una riflessione su questi temi se tenete un po’ alla cooperativa, se volete il suo sviluppo, se avete qualche idea di come uscire da questa crisi.



Un caro saluto a tutti,


Biagio Missanelli

UN FILO DIRETTO COL DIRETTORE


Carissime socie e soci, dipendenti e tutti quelli che incrociano il cammino della Cooperativa "Il Germoglio", vi invito a contattarmi personalmente per qualsiasi necessità o suggerimento, per condividere le vostre idee e visioni.


Ascoltare le vostre voci per me non solo è importante, ma lo ritengo un passo fondamentale per il continuo miglioramento della nostra cooperativa.


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Indice

Febbraio 2024

La voce del direttore


Speciale Soci


La sobrietà al lavoro


Filomena, primi passi da “socia speciale”


Al Bar 381 insieme a Viva Vittoria


Dona il tuo 5x1000 al Germoglio


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Dentro la Cooperativa

Speciale Soci

Diventare soci della Cooperativa è un passo importante, che porta vantaggi e responsabilità.

Work together, grow together

La Cooperativa Il Germoglio, nata nel 1991, rappresenta da oltre trent’anni un esempio concreto di responsabilità sociale e di impegno comunitario nel suo territorio. Con una missione profondamente radicata nel tessuto sociale, la cooperativa si impegna a essere un punto di riferimento, sostegno e ascolto per minori, giovani e adulti, specialmente per coloro che si trovano in condizioni di difficoltà. L'obiettivo? Valorizzare e qualificare le competenze individuali, garantire un elevato standard nei servizi offerti e contribuire attivamente alla costruzione di una comunità inclusiva e solidale.

In questo processo sicuramente non siamo soli, perché sempre più facciamo rete con le altre realtà, del territorio e non solo: enti pubblici, soggetti ‘profit’ e del terzo settore.


Ma è importante sottolineare che la parola “insieme” per noi ha un valore soprattutto

all’interno della Cooperativa, dove “stare insieme” non è la mera condivisione del posto di lavoro, ma un impegno reciproco a prendersi cura dell’altro e della comunità in cui si opera.

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Diventare soci della Cooperativa Il Germoglio

Diventare socio non è un semplice atto amministrativo, ma un “viaggio trasformativo” che nella configurazione attuale dura tre anni, durante i quali i membri, denominati "soci speciali", vivono un'esperienza formativa e di crescita personale e professionale.


È qui che inizia il vero e proprio viaggio, scandito nella forma attuale da quattro incontri formativi chiave. Questi momenti sono pensati per immergere i soci speciali nella mission della cooperativa, facendo loro comprendere a pieno diritti e doveri, i benefit e i doveri che ne derivano. Attraverso la partecipazione e le testimonianze di soci anziani e amici della Cooperativa che condividono esperienze e riflessioni, si trasmettono i valori fondamentali su cui si fonda Il Germoglio: l'interessamento e la cura verso la comunità.

STATUS DI SOCIO E CONTRATTO LAVORATIVO


Ci sono molteplici motivazioni per intraprendere il cammino verso lo status di socio, tuttavia un fattore particolarmente significativo, frutto di una consuetudine adottata dalla Cooperativa, è l'assunzione a tempo indeterminato. Quando si arriva al momento cruciale di trasformare il proprio contratto, per mantenere un ruolo attivo all'interno della cooperativa, diventa essenziale assumere pienamente le responsabilità e i valori insiti nel ruolo di socio.

La Mission del Germoglio

Il percorso triennale ha un duplice scopo. Da un lato, consente ai soci di assimilare profondamente i diritti e i doveri inerenti al loro ruolo, dall'altro, li prepara a diventare veri e propri portatori dei valori della cooperativa. Non si tratta più semplicemente di beneficiare dei servizi offerti, ma di diventare custodi e promotori della mission di Il Germoglio. La finalità ultima non è solo la garanzia di un posto di lavoro, ma piuttosto la promozione di un benessere diffuso, che

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abbraccia non solo i soci ma l'intera comunità, inclusi i più vulnerabili come disabili, gli anziani e chi rischia l’emarginazione sociale.


La mission del Germoglio, dunque, si traduce in un impegno quotidiano per offrire proposte educative e lavorative che valorizzino le capacità di ogni individuo, promuovendo un modello di cooperazione e solidarietà che va ben oltre l'ambito lavorativo. Contribuendo attivamente alla costruzione di una comunità attenta e inclusiva, la cooperativa si conferma come un punto di riferimento essenziale nel suo territorio, aperta al dialogo, al cambiamento e all'innovazione.

Diritti e doveri dei soci

I soci della Cooperativa Il Germoglio godono di numerosi diritti e hanno specifici doveri, elementi centrali che definiscono il loro ruolo attivo all'interno dell'organizzazione. Tra i diritti spiccano la possibilità di partecipare attivamente alla formazione degli organi decisionali e alla definizione delle strategie di gestione, contribuendo con le proprie idee e voti. I soci contribuiscono inoltre al capitale sociale, partecipando sia ai rischi sia ai benefici economici derivanti dalla gestione dell'impresa, in linea con quanto previsto dallo Statuto.


Parallelamente, i doveri dei soci includono un'impegno costante nella vita della cooperativa, partecipando alle assemblee e ai momenti decisionali per la definizione dei piani di sviluppo e la gestione dei processi produttivi. È richiesta la propria disponibilità e impegno verso gli obiettivi comuni.


In aggiunta, ai soci sono offerti diversi benefit, come miglioramenti nel welfare aziendale o sconti sui servizi erogati dalla Cooperativa, che contribuiscono a creare un ambiente di lavoro equo e incentrato sul benessere comune, promuovendo anche valori come la parità di genere e l'integrazione sociale. I nostri soci non sono solo lavoratori, ma veri e propri portatori dei valori e degli obiettivi della Cooperativa.

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Dai percorsi formativi per i soci

La sobrietà al lavoro

In uno degli incontri organizzati dalla Cooperativa Il Germoglio per la formazione dei Soci si è parlato di “sobrietà”. Ne parliamo con Alessandro Tagliati, un amico del Germoglio, che ha spiegato il sifgnificato profondo di questo tema nella sessione di Febbraio.

Che cosa è la sobrietà e perché è importante nella Cooperativa?

La sobrietà può essere descritta in molti modi, ma in fondo è un comportamento, o meglio un modo di essere, tipico di quelle persone che non aspirano a distinguersi per vanità o ambizione personale; piuttosto la sobrietà si riscontra di solito in chi si dedica con altruismo al benessere della propria comunità.

Questo principio incarna lo spirito che dovrebbe animare l'azione di ogni membro della Cooperativa Il Germoglio, motivo per cui abbiamo scelto di dedicare uno dei nostri seminari formativi ai soci speciali esattamente a questo concetto cardine: la sobrietà.

In che modo questo concetto ci rende diversi dagli altri?

Ci sono contesti lavorativi in cui si è addirittura incentivati a primeggiare, in certi casi a qualunque costo. In queste aziende per fare carriera è meglio non fare amicizie, perché un rapporto personale forte si può trasformare in una debolezza, in una possibile occasione persa di fare carriera. Si tratta di casi estremi, naturalmente, e per fortuna non sempre è così. Ma non ci basta essere meglio di quesi contesti, noi vogliamo essere esattamente l’opposto: qui ciascuno sa di poter contare sugli altri e sa che parte del suo lavoro è aiutare tutta la squadra.

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La sobrietà è l’atteggiamento che suggella questo paradigma alternativo, e questo richiede che noi ci poniamo sul luogo di lavoro come persone “semplici”, capaci di ragionare in modo sostenibile e attente all’essenzialità delle relazioni.

Che cosa intendi per “persone semplici”?

La parola “semplice” proviene dal latino “sem plectere”, cioè “avere una sola piega”. Qui la parola va intesa nel senso di essere persone capaci di relazionarsi in modo chiaro, di essere “facilmente leggibili” e quindi intellegibili. Questo porta ad una più facile comprensione dei nostri intenti e dei nostri problemi, consentendo a tutti di lavorare meglio e di evitare le ambiguità. Questo vale naturalmente per le persone, ma anche per la Cooperativa come soggetto in relazione con l’esterno.

E che cosa intendi per sostenibilità?

Facciamo un esempio: quando togli un albero da un bosco, per non generare un impatto ambientale negativo ne devi ripiantare tre. Per ottenere questo numero sono state fatte valutazioni, anche complesse, che ci aiutano a rendere sostenibile la manutenzione e la gestione delle foreste. Allo stesso modo noi dovremmo nel nostro lavoro, in qualunque azione che compiamo, fare valutazioni simili, cioè chiederci se il modo in cui stiamo agendo, se gli strumenti che stiamo usando, sono sostenibili. In fondo si tratta di ricordarci che non esiste solo il presente, ma che c’è anche un futuro e che chi verrà dopo di noi dovrà trovare un ambiente migliore di quello che abbiamo trovato.

Spiegaci meglio il concetto di essenzialità.

Lèvinas, un filosofo a me caro, ha spiegato che la nozione di “essenzialità” nel lavoro relazionale si fonda sulla distinzione tra "rapporti" e "relazioni". Nei "rapporti", l'interazione è simile a quella che una persona potrebbe avere con un oggetto; è una dinamica in cui l'altro viene trattato quasi come un mezzo o un'estensione dei propri bisogni e desideri. Al contrario, le "relazioni" implicano un riconoscimento dell'altro come un essere fondamentalmente estraneo e inconoscibile. Quindi, riconoscere l'altro significa accettare la sfida di un'apertura senza preconcetti, dove l'obiettivo non è vedere se stessi riflessi, ma piuttosto accogliere l'unicità dell'altro.

Questa prospettiva è decisamente rilevante in una cooperativa, dove l'individualismo può talvolta ostacolare la formazione di autentiche relazioni comunitarie. Ad esempio alcuni possono inizialmente unirsi a noi per motivi pragmatici, come il bisogno di lavoro. Tuttavia, la nostra vera essenza si rivela quando i membri iniziano a comprendere che sono coinvolti in una comunità più ampia che porta valore reciproco e condiviso.

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La parola ai soci

Filomena, i primi passi come “socia speciale”

Filomena, parlaci un po’ di te e di che cosa ti occupi.

Ho 36 anni e dal 2012, anno in cui mi sono laureata in scienze dell’educazione, sono un’educatrice. Ho svolto questo ruolo anche quando ho deciso di fare il servizio civile. Attualmente seguo un paio di bambini autistici, sia a scuola che nel doposcuola, in particolare in uno dei centri educativi della Cooperativa Il Germoglio. Li aiuto nelle attività scolastiche, nell’acquisizione delle loro autonomie e negli aspetti sociali e relazionali. È un lavoro in cui devi mettere tutta te stessa, non hai a che fare con numeri o oggetti, dai quali puoi mantenere sempre un certo distacco, ma con persone.

Che cosa significa, per te, diventare socia della Cooperativa?

Io sono entrata al Germoglio poco pù di tre anni fa e c’è stata una svolta quando dopo circa un anno il mio contratto è diventato a tempo indeterminato. Questo comporta il fatto di diventare soci della Cooperativa, ma non ho vissuto questa cosa come un semplice passaggio “burocratico”, c’è molto di più. Infatti, oltre a rafforzare il mio legame profes-

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sionale, questo passaggio arricchisce anche l’esperienza personale, per vari motivi. Prima di tutto sto diventando a fare parte ingrante di questa comunità, il che significa il dovermene prendere cura, con nuove responsabilità ma anche con una mia voce in capitolo. La Cooperativa ora è anche un po’ mia, e posso prendere parte ai processi decisionali, apportare la mia visione, la mia esperienza e le mie idee per contribuire all’innovazione del Germoglio e al suo portare avanti la propria missione sul territorio. Considerando che il mio lavoro è nella Cooperativa, mi viene naturale pensare che più me ne prendo cura, meglio ci sto.

Come si sta svolgendo il tuo percorso?

Abbiamo già partecipato a due incontri, svoltisi in queste settimane. Qui ci vengono spiegati alcuni aspetti fondamentali del funzionamento di una Cooperativa come Il Germoglio, qual è il nostro scopo sociale, come funziona dal punto di vista della rappresentanza e dei momenti decisionali.

C’è poi un ampio spazio dedicato a momenti di riflessione su concetti profondi, che apparentemente possono sembrare astratti, ma che in realtà sono molto importanti per rendere migliore l’ambiente in cui si lavora e si vive gran parte della giornata. Non è la prima volta che ho sentito parlare di semplicità e sostenibilità, ma spesso lo si fa in modo superficiale. Qui la faccenda è diversa, anche se ci tengo a precisare che l’atmosfera di questi incontri rimane piacevolmente informale, con un approccio innovativo che prevede ad esempio anche di metterci tutti insieme a cucinare!

Che cosa c’entra la cucina?

Il cibo è un “social” vero e proprio, collega le persone. Me ne accorgo quando, passando alla preparazione dei piatti si instaura un dialogo ancora diverso, per certi versi sdrammatizzato e basato anche sul divertirsi insieme. È una cosa molto forte, “connette” letteralmente le teste, ed è anche ricca di simboli. Ad esempio, abbiamo usato come ingredienti tutti prodotti del territorio, per ricordarci che esso è la casa di cui dobbiamo prenderci cura, da ogni punto di vista.

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Dal Bar 381

Al Bar 381 insieme a Viva Vittoria

Viva Vittoria è un’organizzazione di volontariato che si impegna sul contrasto alla violenza sulle donne attraverso iniziative in tutta Italia e non solo. A Ferrara il nostro Bar 381 sarà sede di un intenso lavoro di... tessitura!

Vi aspettiamo ogni martedì dalle 10 alle 12 al Bar 381!

Il Bar Ristoro 381, in via Azzo Novello 14 a Ferrara, non è solo un luogo di ristorazione, ma anche e soprattutto un punto di incontro, uno spazio che può aggregare le persone per fare cose straordinarie.


A partire dal 5 marzo, ogni martedì mattina dalle 10, il Bar Ristoro 381 invita tutte le appassionate di lavori a maglia a partecipare a un'iniziativa speciale in collaborazione con Viva Vittoria Ferrara.

Questo progetto mira a unire le forze per esprimere un chiaro “NO” alla violenza sulle donne.


I partecipanti avranno l'opportunità di lavorare insieme per creare coperte formate da quadrati di lana di 50x50 cm, che saranno poi esposte in un evento presso il Castello Estense il 23 e 24 novembre.


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Questo gesto simbolico non solo rappresenta una presa di posizione contro la violenza di genere, ma ha anche un obiettivo concreto: le coperte realizzate saranno vendute e il ricavato sarà devoluto al Centro Donna Giustizia di Ferrara, supportando donne vittime di violenza nel loro percorso verso l'autonomia economica e la requalificazione professionale.


Il Bar Ristoro 381 offre non solo lo spazio, ma anche il materiale necessario per chi vuole partecipare. Chi sa lavorare a maglia o all'uncinetto può contribuire con la propria esperienza, mentre chi è nuovo a queste tecniche avrà la possibilità di imparare. Questa iniziativa è un’occasione anche per imparare nuove abilità in un ambiente accogliente e solidale.


Ti aspettiamo al Bar 381!

PUOI AIUTARCI IN TANTI MODI!

Oltre a partecipare fisicamente, il Bar Ristoro 381 incoraggia tutti a diffondere la voce su questa importante causa, coinvolgendo amici e conoscenti, donando gomitoli di lana (portandoli direttamente al bar in via Azzo Novello 14) o semplicemente sostenendo l'iniziativa. Questo è un invito aperto a tutti coloro che desiderano contribuire alla lotta contro la violenza sulle donne, unendo le forze in un atto di solidarietà e cambiamento.

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Da oltre trent’anni la Cooperativa Il Germoglio si impegna tutti i giorni nel territorio per fare la differenza nella vita delle persone più vulnerabili e delle loro famiglie. Sosteniamo con dedizione e professionalità i minori, così come i giovani e gli adulti in difficoltà. Promuoviamo percorsi di crescita umana, sociale e lavorativa, particolarmente indirizzati a chi si trova in situazioni di difficoltà.

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